venerdì 5 marzo 2010
le 18, si chiude!
giovedì 4 marzo 2010
preconcetti e manicaretti

In questi in tre giorni sul Gargano, in trasferta per seguire il MOC, un evento internazionale di orienteering, ho visto più sole che nell’ultimo mese in Montenegro. Invitati dal console di San Marino in Montenegro ed alloggiati a San Menaio abbiamo goduto dell’ospitalità, delle attenzioni e dell’istrionica compagnia del proprietario dell’hotel. In nostro onore il cuoco si è lanciato in orecchiette alle cime di rapa, straccetti di carne all’aceto balsamico, fusilli gamberetti e zucchine, filetto di branzino (non tutto nello stesso pranzo, ovviamente) mettendoci all’ingrasso per tre giorni. Tra passeggiate nei boschi, per le vie delle deliziose cittadine di mare o sul lungo mare in cerca di conchiglie mi sono goduto questa piccola parentesi italiana a mio agio tra costumi noti ed intellegibili parlate (oddio, il Peschiciano non è che sia chiarissimo).
Ogni viaggio, anche dietro casa, ci obbliga a mettere in gioco i nostri preconcetti e i nostri schemi mentali. Che dire di un comandante dell’aviazione che apre la sua caserma ad atleti stranieri per ospitare la partenza e l’arrivo di una gara internazionale di orienteering? O di un responsabile FIGC intelligente e disponibile lontano anni luce dallo stereotipo di pallonaro becero e greve?
L’orienteering è davvero uno sport interessante. Oltre ad essere praticato dalla biondissima nazionale finlandese, ha il pregio di invogliare una conoscenza e un rispetto per la natura che pochi altri sport possono offrire.
In foto Minna Kauppi, fortissima atleta finlandese.
martedì 23 febbraio 2010
ieri sera

lunedì 22 febbraio 2010
poco o niente

giovedì 11 febbraio 2010
Strategie

Il primo impulso è stato quello di affacciarmi e mandarli a quel paese. Poi ho riflettuto sul fatto che:
a) non avrebbero capito i miei insulti in italiano o in inglese;
b) non avrei fatto altro che aizzarli maggiormente;
c) alla loro età, e anche più grandicello, facevo ben di peggio.
Così al secondo tonfo contro il vetro della finestra ho chiuso le tende e lasciato che si stancassero ed iniziassero a prendere a palle di neve qualche altra finestra. Ed infatti, dopo il terzo poco convinto tentativo, l’hanno piantata ed ho potuto leggere in santa pace.
Altra nota della giornata: il mio prof di serbo mi ha abbandonato. O, meglio, l’ho indotto a gettare la spugna. Non mi andava di liquidarlo (in inglese si dice to fire, che strano..) così l’ho incalzato su qualsiasi inezia non mi sembrasse adeguatamente spiegata, su ogni illogicità, su tutte le incongruenze che candido snocciolava. Dopo mezz'ora m’ha detto “amici come prima ma non posso andare avanti”, io mi sono mostrato costernato ma d’accordo, ci siamo fumati una sigaretta della pace, una terribile Drina, e me ne sono liberato, pulito (polmoni a parte). Ora scatta la caccia ad un insegnante vero..
A proposito di caccia ieri mattina all’ingresso del paese c’era un bellissimo esemplare di lupo, appeso come un capretto sul retro di un furgone. Morto, ovviamente. Ho fatto anche un paio di foto ma il sangue è una delle 5 S dell’informazione quindi me le tengo per me.
martedì 9 febbraio 2010
un lunedì da leoni

Oggi è stata una giornata impegnativa. Dopo un fine settimana a Podgorica, con la sveglia puntata alle 6.30 per prendere il bus delle 7.40 direzione nord-nord-ovest per Plužine, l’istinto, regolato dal gene del “perdo il treno”, m’ha fatto alzare alle 5.50 (l’ho diseredato nel testamento biologico). 2 ore e mezza di scossoni e inizia la giornata in ufficio.
Non faccio in tempo a controllare la mail che vengo convocato per la prova della presentazione di un seminario, al centro culturale. Difficoltà di settaggio proiettore brillantemente risolte con una telefonata oltre adriatico al papy, doppia partita a ping pong (una vinta una persa.. non è professionale, ma quando ricapita?), poi nuovamente in ufficio.
Alle 5 diretto in palestra, dove l’enorme coach (15 colpi con 120 kg, a fine lavoro, per chi ne capisce) m’ha fatto pedalare, prendere a pugni il sacco (per fortuna non un sacco di pugni), fare trazioni, addominali, panca, tricipiti.
Alle 6.30 prima lezione privata di serbo, per ora non molto rassicurante dato che ho corretto l’edotto madrelingua due o tre volte su plurali e casi. Il tempo dirà la sua, anche se l’affermazione “per me genitivo ed accusativo sono la stessa cosa” mi fa sorgere alcune resistenze allo spendere i 10 eurelli concordati a lezione.
Quindi, quando speravo di potermene andare a dormire il sonno del giusto, sono stato optato per la cena con Miles e l’Abate. Ha tenuto banco la narrazione della scissione della chiesa cattolica da quella ortodossa (o viceversa) con digressioni al fulmicotone sul barba bianca che spartiva il mar rosso come fosse tonno in scatola e il nostro illustre antenato Adamo Calcaterra.
Ora mi schiaffo in doccia e se parla domani.
mercoledì 3 febbraio 2010
Cicli e ricicli
